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Titolo: Gli animali delle praterie di posidonia oceanica: dai microinvertebrati ai pesci Sottotitolo: atlante per il riconoscimento e l'identificazione delle specie Autore: Bedini Roberto Casa editrice: B&V Anno di pubblicazione: 2024 Pagine: 544 Prezzo di copertina: euro 60,00 ISBN/EAN: 978888341956 Argomento: Biologia marina |
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Il
libro: Le fanerogame marine
(Monocotiledoni Helobiae) formano estese praterie lungo le zone costiere
di tutti i mari del globo con l'unica eccezione rappresentata dai mari
polari. In Mediterraneo si possono osservare ben cinque specie differenti:
Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile 1813, Cymodocea nodosa (Ucria) Asch.
1867, Zostera nolti Hornem 1832, Zostera marina L. 1753, Halophila
stipula-cea (Forsk.) Asch.1813, quest'ultima di recente provenienza
dall'Oceano Indiano occidentale. Posidonia oceanica, in virtù della sua
conclamata importanza strutturale e trofica e della sua grande diffusione,
rappresenta sicuramente la specie più importante in termini di dinamica,
economia ed ecologia costiera. Originariamente il genere Posidonia
comprendeva specie distribuite in zone tropicali ed equatoriali, ma ad
oggi di tale condizione rimangono unicamente alcune specie presenti lungo
le coste meridionali dell'Australia e la specie Posidonia oceanica,
endemica del Mediterraneo. Questa pianta costituisce delle formazioni
dense note in letteratura come praterie o "meadows" (Fig. 1). Tali
praterie possono raggiungere estensioni notevoli, per ricoprire
complessivamente in Mediterraneo una superficie stimata tra i 2,5 ed i 5
milioni di ettari, a partire dalla superficie fino alla profondità di
oltre 40 m, in condizioni di particolare limpidezza delle acque (Colantoni
et al., 1982; Drew e Jupp, 1976; Meinesz e Laurent, 1980). Rilievi
cartografici recenti, effettuati attraverso l'utilizzo del Side Scan Sonar
(Morelli et al., 2001) ne indicano la presenza ad oltre 45 m nei fondali
antistanti le coste settentrionali dell'Isola d’Elba. L'intervallo di
temperatura tollerato dalla pianta va dai 10 °C ai 28 °C, ed è quindi
piuttosto ampio, non è così invece per la tolleranza alla salinità, la cui
variazione in ambienti salmastri o nei pressi di foci di fiumi costituisce
un ostacolo ed una limitazione all'insediamento di Posidonia. I fondali
interessati da insediamenti di Posidonia oceanica sono in genere sabbiosi
a granulometria anche molto ?ne (soprattutto in zone profonde o in baie
riparate), con un buon tasso di sedimento organico umificato. |
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